mercoledì 24 giugno 2009

Sarkozy non molla l'Hadopi




"Difendendo il diritto d’autore, non difendo solo la creazione artistica. Difendo anche l’idea che mi faccio di una società in cui la libertà di ciascuno è fondata sul rispetto del diritto degli altri". "E’ anche il futuro della nostra cultura. Ecco perché voglio andare fino in fondo. Non c’è libertà senza regole. Come si può accettare che le regole che si impongono a tutta la società non si impongano su internet?”. Queste le parole di Sarkozy pronunciate ai due rami del Parlamento ieri confermando di voler proseguire con la Legge Hadopi. Dopo la stroncatura dalla Corte Costiuzionale sulla parte che bloccava - dopo 3 segnalazioni - la connessione dell'utente, il Governo francese ha già pronta la nuova proposta che dovrà essere presentata al Parlamento riunito in sessione straordinaria per il 20 luglio. A mio avviso l'ultima frase di Sarkozy è impeccabile, internet non deve rimanere un Far West senza regole. Staremo a vedere in cosa consisterà questo emendamento.




2 commenti:

Claudio ha detto...

Se devo dare un punto di vista personale, sono totalmente in disaccordo con Sarkozy almeno su una cosa... quando si parla di pirateria, ad essere a rischio non è la sopravvivenza della nostra cultura, ma l'impero economico delle major discografiche e cinematografiche che "fare cultura" non sanno nemmeno cosa vuol dire!

Se guardassimo la lista delle canzoni più scaricate illegalmente, scopriremmo che si tratta di brani pop che durano sì e no un paio di mesi, per poi cadere nel dimenticatoio senza aver fornito alcun apporto culturale... a meno che non si voglia considerare "cultura" nel senso più ampio possibile, includendo l'intero sistema di valori che caratterizza il nostro tempo, compresi gli aspetti consumistici insiti nella maggior parte della produzione musicale che passa sulle nostre radio... definizione da cui in questo contesto mi dissocio!

Alan Vaia ha detto...

Concordo col fatto che la pirateria è l'unico modo reale per far capire alle major discografiche, cinematografiche ed informatiche (programmi e videogiochi)che applicano prezzi impopolari, che ci mangiano dentro, così come le tasse applicate dallo Stato su tali prodotti e la Siae.
Penso tuttavia che non sia possibile continuare a scaricare qualsiasi tipo di opera digitale (album musicali, film, videogiochi, programmi) senza pagare un soldo.
Sono due estremi, si dovrebbe trovare un equilibrio.

blogger templates | Make Money Online