martedì 19 maggio 2009

Giornalionline: Americani ed Europei a confronto





Gli americani sono avanti di 5 anni.

Perchè?

Hanno molti più lettori online e in generale molto più mercato, grazie all'ampia diffusione a tutti i livelli sociali e geografici di internet e della banda larga. Di conseguenza molto prima di noi hanno sviluppato tecniche più raffinate e organizzazioni differenti. Fondamentale da ricordare la fusione in un unica redazione tra l'online e il cartaceo.

Aprendo la pagina web del New York Times si notano immediatamente 2 cose: i pezzi sono firmati (quindi dietro vi è un lavoro di rielaborazione della notizia da parte del giornalista, contro l'aggregazione di takes di agenzia nei giornali europei); opinioni ed editoriali appaiono in bella vista sulla destra e si riesce chiaramente a distingurli dalle notizie, secondo le regole del giornalismo.

Altra caratteristica è l'ipertestualità, ogni notizia è corredata all'interno del testo da link che rinviano ad un argomento correlato trattandone in modo esaustivo, mostrando tutti gli articoli inerenti pubblicati all'interno del sito stesso e in altri siti e una overview completa il quadro facendo il sunto del particolare argomento.
Su "La Repubblica" ad esempio, l'ipertestualità è utilizzata unicamente in riferimento ad altri articoli pubblicati all'interno del sito, c'è un breve elenco degli articoli correlati sempre situati all'interno dello stesso sito e non esiste nessuna overview che spieghi il tema trattato. Stessa cosa vale per l'inglese "Guardian" e il francese "Le Monde".

Forse tra 5 anni anche in Europa, quando aumenteranno gli utenti e i lettori di news online il giornalismo in rete raggiungerà gli attuali livelli americani, ma ho il presentimento che gli americani all'epoca saranno nuovamente avanti di 5 anni.

Aggiornamento ore 19,27 - Sul sito WikiLeaks, (sito anonimo che pubblica notizie che i governi non vogliono divulgare) è apparso per intero il rapporto del consulente Francesco Caio incaricato dal governo di studiare il futuro della banda larga in Italia. Caio denuncia che nei prossimi anni gli investimenti privati non cresceranno a ritmo sufficiente a soddisfare la domanda e suggerisce un intervento pubblico per raggiungere tutte le famiglie e per favorire gli investimenti.
A questo punto speriamo che l'Italia non perda troppo terreno anche nei confronti dell'Europa.


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