martedì 9 giugno 2009

Investimenti pubblicitari a picco




Gli investimenti pubblicitari su internet nel primo trimestre del 2009 hanno registrato un brusco calo, del 5%, rispetto all'anno precedente. La pubblicità è la prima forma di introiti dei giornali online, e la sua diminuzione va a pesare sulla crisi delle vendite dei quotidiani. Gli editori non sapendo più come evitare le perdite nel settore cercano nuove soluzioni, una delle quali è la discussa introduzione di un costo per usufruire dei giornali online o almeno di alcune loro parti . Avevo già segnalato in merito le opinioni di Rupert Murdoch nel post "Giornali online a pagamento?", e delle sostanziali differenze tra i giornali americani e quelli europei, ma se gli investimenti pubblicitari non torneranno presto a salire è probabile che molte informazioni ed opinioni che siamo abituati a leggere gratuitamente ce le ritroveremo a pagamento.



mercoledì 27 maggio 2009

Il giornale online europeo




Problemi a leggere i quotidiani di altri paesi?

Ora non più grazie alla Commissione Europea, che pochi giorni fa ha varato Presseurop il giornale online che raccoglie le principali notizie delle più importanti testate internazionali tradotte in 10 lingue tra cui l'italiano. I giornali considerati sono circa 250 tra i quali El Pais, Le Monde, The Guardian, The Financial Time, The Economist, Frankfurter Allgemeine Zeitung, New York Times e i nostri Corriere della Sera e La Repubblica.
Il sito si presenta molto sobrio e chiaro, di facile navigazione. Presenta un'area blog, un'area riservata alle fonti in cui scrive la storia e le caratteristiche dei principali giornali europei, e un'area dedicata ad approfondimenti.
Il sito è ancora in una fase di lancio tant'è che mentre scrivo il server è caduto.
Presseurop è un'ottima vetrina per le imminenti elezioni europee e un incentivo ad andare a votare.

giovedì 14 maggio 2009

Giornali online a pagamento?




"I nostri siti presto a pagamento". "L'era attuale di internet", ovvero di un web in cui l'informazione giornalistica viene data per lo più gratuitamente, "sarà presto finita". Queste le parole di Rupert Murdock rilasciate sul suo Wall Street Journal in data 7 maggio.
Il giorno successivo Vittorio Zambardino, giornalista di "La Repubblica," pubblica sul suo blog "Scene digitali" un post chiarificatore sulle frasi di Murdoch.
L'idea del magnate australiano è partita dal problema della crisi degli investimenti pubblicitari, fondamentali per la sopravvivenza dei giornali online.
Innanzitutto Murdoch si rivolge ai giornali americani in cui vi è una buona integrazione tra le notizie del giornale e quelle del sito a differenza di quelli europei (faccio notare ad esempio che gli articoli del "The New York Time" sono firmati a differenza di quelli del "Corriere della sera" e di altri illustri giornali europei che sono semplicemente degli aggregati di takes d'agenzia).
Murdoch non ha intenzione di mettere a pagamento tutto il sito ma soltanto alcune parti che saranno formate da nuovi contenuti.

Conviene mettere dei contenuti, più o meno estesi, a pagamento?

Bisogna vedere se i ricavi delle sezioni a pagamento compenseranno la probabile diminuzione di utenti e di investimenti pubblicitari.
Tutte le informazioni a pagamento non appariranno nei motori di ricerca.
I giornali si renderanno invisi ai lettori giovani, principali lettori dell'online ed abituati ad una grande varietà di informazione gratutita.

Per il momento in Europa questi problemi paiono lontani, i nostri giornali online continuano ad essere dei semplici aggregatori di takes d'agenzia, corredati da qualche filmato, foto, editoriali (spesso copiati pari pari dal giornale cartaceo) e blogs (forse l'unico vero contributo originale).


martedì 5 maggio 2009

Possono le agenzie di stampa fare concorrenza ai giornali online?




L'agenzia di stampa è una fonte diretta per il giornalista, ma pure per l'utente casuale. Le principali agenzie italiane sono: l'Ansa, l'Apcom, l'Agi, l'Asca, l'Adnkronos, l'Italpress, Dire e Il Velino.
A differenza dei giornali online l'agenzia non dovrebbe pubblicare news (cioè l'articolo di giornale, articolato e con i vari punti di vista dei protagonisti) ma flash (notizia sintetizzata in una frase), o notizie composte da poche righe per informare dell'accaduto seguendo la regola delle 5 W.
Ma non è così, spesso le agenzie di stampa offrono molto di più. Per esempio il sito dell'Ansa, presenta approfondimenti, photogallery e photo story, numerose video news e brevi tg. Non a caso, nella classifica de L'Espresso, citata nel post precedente, il sito dell'Ansa è situato al 4° posto. L'Adnkronos ha una rubrica dedicata all'oroscopo e all'almanacco con proverbi e santi del giorno oltre ad un forum che permette una piena interazione tra utenti e agenzia. Anche l'inglese Reuters fa largo uso di notizie ben articolate e approfondite aiutandosi con numerosi video.
Altre agenzie di stampa adottano uno stile più riservato e più in linea con la loro tradizione: trattano la notizia come un prodotto da vendere e forniscono unicamente un servizio per abbonati come ad esempio l'Italpress, l'Afp (Agence France-Presse), l'AP (Associated Press), Dow Jones.
Le agenzie di stampa sono fonti primarie per il giornalista, ma molte di esse non si limitano a fornire un servizio dedicato unicamente ad operatori specializzati ma si rivolgono ad un ampio pubblico interessato all'informazione, lo stesso pubblico dei giornali online. La concorrenza è totale.



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