venerdì 10 luglio 2009

Hadopi 2 passa al Senato.



Seguendo costantemente l'evoluzione del progetto di legge Hadopi, mi sto facendo una cultura di diritto francese.
Eravamo rimasti che l'Hadopi 2 doveva essere discussa in Parlamento il 20 luglio. Ora mi correggo, la data è il 21 luglio. Il Parlamento francese come quello Italiano è composto da due camere: il Senato (Sénat) e l'Assemblea nazionale (Assemblée nationale). I progetti di legge passano prima al Senato - al contrario dell'Italia - ( i dibattiti al Senato sono di solito meno intensi e sono meno seguiti da parte dei mezzi di comunicazione, in quanto è eletto a suffragio indiretto e ha minore visibilità), poi all'Assemblea nazionale dove il dibattito si fa molto più acceso.

Tutto questo per dirvi che l'Hadopi 2 è stata ieri approvata dal Senato, cosa che appena letta stamattina - e premettendo che non conosco l'iter legislativo francese - mi aveva lasciato abbastanza in confusione.
Secondo il nuovo testo, spetterà alla giustizia ordinaria stabilire la pena a cui andranno incontro gli utenti responsabili di aver scaricato file illegalmente. Si va da 12 mesi di sospensione della connessione, a 300 mila euro di multa, fino a due anni di carcere.


sabato 23 maggio 2009

Cos'è l'HADOPI ?






Questa domanda è stata posta ieri dal professor Lelio Alfonso in apertura della lezione di informatica applicata al giornalismo.

Risposta.

L'HADOPI (Haute Autorité pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet) è l'autorità francese che si prefigge di combattere lo scambio illegale di materiale coperto da copyright per mezzo delle tecnologie di internet (P2P, torrent, ecc.). In breve è un'autorità anti pirateria. Interessante sapere che l'HADOPI è stata fondata da Denis Olivennes (nella foto in alto) presidente della FNAC, società che guarda a caso commercializza film, DVD e materiale tecnologico (è una specie di Mediaworld per intenderci).

Sviluppi.

La legge anti pirateria approvata da Sarkozy ha suscitato numerosi dibattiti ma anche azioni legali.
I socialisti francesi hanno sollevato dubbi di incostituzionalità presentando il caso innanzi al "Conseil Constitutionnel". Nel caso la legge non venisse cancellata o modificata, tramite l'europarlamentare Guy Bono ricorreranno alla corte di giustizia europea.
Il parlamento europeo si era già mosso ed espresso in merito a certe idee repressive nella discussione del "pacchetto telecom" (un gigantesco provvedimento che riformula 5 direttive sulle telecomunicazioni) con l'approvazione dell'emendamento 138 e il blocco dell'intero pacchetto. L'emendamento stabilisce che la connessione internet è un elemento di manifestazione della libertà di pensiero e non può essere in alcun modo fatto oggetto di sanzione di legge.
In Italia è stato formato il comitato anti pirateria, alla guida del professor Mauro Masi, ora direttore generale della Rai. La situazione la spiega molto bene Vittorio Zambardino sul suo blog "Scene digitali", sostenendo che il problema è di approcio al tema della pirateria da parte dei nostri governanti con l'unica volontà di reprimere, accontentando le pressioni delle grandi aziende del settore, senza basarsi su reali e approfondite indagini sociali.



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